MANIFESTO PER L’ AUTONOMIA  POSSIBILE

l) Riorganizzare l’ amministrazione della Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia individuando due macro aree, Friuli e Area Giuliana, in cui le  comunità friulane potranno riorganizzarsi in centri mandamentali e Trieste in area metropolitana.

Le funzioni attualmente in capo alla Regione vengono trasferite ai Comuni: le attuali province, fino alla formazione dei mandamenti avranno funzione di autorità d’ ambito.

Dimagrimento del numero di dirigenti regionali, trasferimento di competenze ai mandamenti ed alla città   metropolitana, trasferimento   dei   dipendenti   regionali   agli   enti   locali   in   alternativa   al licenziamento.

Istituzione di un’ autorità indipendente  di controllo  e valutazione  della produttività  dei dipendenti pubblici. Allineamento  dello stipendio dei dipendenti di Regione ed EE.LL. alla media statale (costi standard).

Istituzione di un’ autorità indipendente  per la Protezione  Civile, non vincolata  alla direzione della Giunta Regionale.

Reintroduzione  del  Difensore  Civico  Regionale  e  del  Tutore  dei  Minori,  con  carica  elettiva  e indipendente dal Consiglio Regionale.

Chiusura e accorpamento degli enti ipertrofici, quali società pubbliche e consorzi.

 

2) Riduzione dei compensi dei consiglieri regionali con il dimezzamento del gettone di presenza e prevedendo il solo rimborso chilometrico relativamente alle presenze veramente effettuate. Cancellazione del vitalizio e dell’indennità di fine mandato.

Limite massimo di due mandati per i consiglieri.

 

3) Revisione della pianificazione del territorio, cancellando al previsione delle opere pubbliche che non hanno più senso (Palmanova-Manzano) e quelle che non sono economicamente sostenibili (3″ corsia A/4, Cimpello-Gemona, Autostrada Tolmezzo-Belluno).

Stop alla concessione di nuovi centri commerciali ed alla realizzazione di nuove aree industriali. Blocco   decennale   di   nuove   lottizzazioni  residenziali   puntando   al   recupero   del   patrimonio immobiliare esistente mediante incentivi fiscali ed agevolazioni del credito.

Istituzione normativa del Dibattito Pubblico (o pubblica inchiesta) a cui sottoporre i procedimenti approvativi delle opere pubbliche di grande impatto.

Attraversamenti  e servitù infrastrutturali  sottoposti a royalities da devolvere a favore delle comunità asservite.

Pubblicazione del Piano Energetico Regionale.

 

4) Rinegoziare  le competenze  dello  Stato. Attribuzione  alle Regione  delle competenze  attualmente in capo allo Stato (trasporti, sicurezza, ecc.) in cambio del trattenimento de 9/1O dei tributi. Istituzione di un ente regionale di riscossione che si sostituisca ad Equitalia.

Riduzione della presenza di basi e servitù militari. Attribuzione del demanio ferroviario alla Regione. Acquisizione regionale delle centrali idroelettriche.

Istituzione in tutta l’area montana di un’area di fiscalità di vantaggio.

 

5) Rilancio  occupazionale  attraverso  facilitazioni  di accesso  al credito per imprese medio piccole ottenute  attraverso  la  riforma  di  Friulia  e  Mediocredito.   Soppressione  dell’  attuale  sistema  dei finanziamenti regionali alle imprese utilizzando i relativi fondi per la riduzione dell’ Irap. Ammortizzatori  sociali e finanziamenti  concessi per le imprese che si impegnano  a riqualificare  il sistema di produzione attraverso innovazione e tecnologie avanzate.

Regione come prestatore di prima istanza: la regione con i suoi istituti di credito diventa garante dei crediti di piccole e medie imprese; per le attività in credito con lo stato subentra nei rapporti anticipando il credito e compensando questo coi trasferimenti allo stato.

In  agricoltura   finanziamenti   prioritari   alle   aziende   che   garantiscono   nuova   occupazione   e produzione di prodotti che vengono consumati prevalentemente in Regione (km. O).

Esenzione tributi per le ricomposizioni fondiarie e lo sfruttamento delle risorse forestali.

 

6) Protezione sociale. Utilizzo degli ammortizzatori sociali per la formazione di tutor da assegnare all’ assistenza domiciliare degli anziani.

Utilizzo dei risparmi derivati dalla riorganizzazione del comparto pubblico e dalla riduzione dei costi della politica per il reddito di cittadinanza ai lavoratori in difficoltà temporanea o per i pensionati sulla soglia di povertà.

 

Front Furlan, Palmanova, Dicembre 2012

MANIFESTO PER L’ AUTONOMIA  POSSIBILE

l) Riorganizzare l’ amministrazione della Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia individuando due macro aree, Friuli e Area Giuliana, in cui le  comunità friulane potranno riorganizzarsi in centri mandamentali e Trieste in area metropolitana.

Le funzioni attualmente in capo alla Regione vengono trasferite ai Comuni: le attuali province, fino alla formazione dei mandamenti avranno funzione di autorità d’ ambito.

Dimagrimento del numero di dirigenti regionali, trasferimento di competenze ai mandamenti ed alla città   metropolitana, trasferimento   dei   dipendenti   regionali   agli   enti   locali   in   alternativa   al licenziamento.

Istituzione di un’ autorità indipendente  di controllo  e valutazione  della produttività  dei dipendenti pubblici. Allineamento  dello stipendio dei dipendenti di Regione ed EE.LL. alla media statale (costi standard).

Istituzione di un’ autorità indipendente  per la Protezione  Civile, non vincolata  alla direzione della Giunta Regionale.

Reintroduzione  del  Difensore  Civico  Regionale  e  del  Tutore  dei  Minori,  con  carica  elettiva  e indipendente dal Consiglio Regionale.

Chiusura e accorpamento degli enti ipertrofici, quali società pubbliche e consorzi.

 

2) Riduzione dei compensi dei consiglieri regionali con il dimezzamento del gettone di presenza e prevedendo il solo rimborso chilometrico relativamente alle presenze veramente effettuate. Cancellazione del vitalizio e dell’indennità di fine mandato.

Limite massimo di due mandati per i consiglieri.

 

3) Revisione della pianificazione del territorio, cancellando al previsione delle opere pubbliche che non hanno più senso (Palmanova-Manzano) e quelle che non sono economicamente sostenibili (3″ corsia A/4, Cimpello-Gemona, Autostrada Tolmezzo-Belluno).

Stop alla concessione di nuovi centri commerciali ed alla realizzazione di nuove aree industriali. Blocco   decennale   di   nuove   lottizzazioni  residenziali   puntando   al   recupero   del   patrimonio immobiliare esistente mediante incentivi fiscali ed agevolazioni del credito.

Istituzione normativa del Dibattito Pubblico (o pubblica inchiesta) a cui sottoporre i procedimenti approvativi delle opere pubbliche di grande impatto.

Attraversamenti  e servitù infrastrutturali  sottoposti a royalities da devolvere a favore delle comunità asservite.

Pubblicazione del Piano Energetico Regionale.

 

4) Rinegoziare  le competenze  dello  Stato. Attribuzione  alle Regione  delle competenze  attualmente in capo allo Stato (trasporti, sicurezza, ecc.) in cambio del trattenimento de 9/1O dei tributi. Istituzione di un ente regionale di riscossione che si sostituisca ad Equitalia.

Riduzione della presenza di basi e servitù militari. Attribuzione del demanio ferroviario alla Regione. Acquisizione regionale delle centrali idroelettriche.

Istituzione in tutta l’area montana di un’area di fiscalità di vantaggio.

 

5) Rilancio  occupazionale  attraverso  facilitazioni  di accesso  al credito per imprese medio piccole ottenute  attraverso  la  riforma  di  Friulia  e  Mediocredito.   Soppressione  dell’  attuale  sistema  dei finanziamenti regionali alle imprese utilizzando i relativi fondi per la riduzione dell’ Irap. Ammortizzatori  sociali e finanziamenti  concessi per le imprese che si impegnano  a riqualificare  il sistema di produzione attraverso innovazione e tecnologie avanzate.

Regione come prestatore di prima istanza: la regione con i suoi istituti di credito diventa garante dei crediti di piccole e medie imprese; per le attività in credito con lo stato subentra nei rapporti anticipando il credito e compensando questo coi trasferimenti allo stato.

In  agricoltura   finanziamenti   prioritari   alle   aziende   che   garantiscono   nuova   occupazione   e produzione di prodotti che vengono consumati prevalentemente in Regione (km. O).

Esenzione tributi per le ricomposizioni fondiarie e lo sfruttamento delle risorse forestali.

 

6) Protezione sociale. Utilizzo degli ammortizzatori sociali per la formazione di tutor da assegnare all’ assistenza domiciliare degli anziani.

Utilizzo dei risparmi derivati dalla riorganizzazione del comparto pubblico e dalla riduzione dei costi della politica per il reddito di cittadinanza ai lavoratori in difficoltà temporanea o per i pensionati sulla soglia di povertà.

 

Front Furlan, Palmanova, Dicembre 2012

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